Giornale di Astronomia

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La Società Astronomica Italiana (SAIt) è nata nel 1920 dalla storica Società degli Spettroscopisti Italiani, fondata nel 1871 e prima società di astrofisica al mondo.

Sin dal 1872 la Società degli Spettroscopisti pubblicava quella che è la più antica rivista di astrofisica moderna tuttora in stampa, le Memorie. Fin dal suo inizio le Memorie rivolsero la loro attenzione all'astrofisica più che all'astronomia classica e la loro fondazione, avvenuta a Palermo ad opera di Pietro Tacchini, precedette di quasi un quarto di secolo quella dell'Astrophysical Journal, oggi la più autorevole pubblicazione nel settore.

La rivista assunse il nome attuale di Memorie della Società Astronomica Italiana nel 1920, quando, come si è detto, la Società degli Spettroscopisti si trasformò in Società Astronomica Italiana. Per più di cinquant'anni la Nuova Serie delle Memorie svolse un ruolo fondamentale come principale mezzo di diffusione dei lavori di ricerca degli astronomi italiani, ospitando anche lavori originali di autori stranieri. Col primo numero del 1974, quando alla direzione di Guglielmo Righini subentrò quella di Livio Gratton, le Memorie cambiarono veste editoriale. Non potendo più giustificarsi una rivista scientifica a carattere puramente nazionale, in un'epoca in cui le principali riviste astronomiche europee erano confluite in Astronomy and Astrophysics, le Memorie cominciarono a dedicarsi esclusivamente alla pubblicazione di atti di convegni, nazionali ed internazionali, ed adottarono l'inglese come lingua ufficiale, così da assicurarsi una più ampia circolazione internazionale.

Nel 1975, per soddisfare ad uno dei fini statutari della Società - “promuovere la diffusione scientifica nel nostro paese” - nacque, sotto la Direzione di Mario Rigutti (allora anche Presidente della SAIt), il Giornale di Astronomia, come “rivista di informazione, cultura e didattica della Società Astronomica Italiana”. Intenzione della nuova rivista trimestrale era di rivolgersia sia «a studenti e docenti di scuole secondarie i quali potranno trovare in essa un'informazione seria, sicura e aggiornata sugli studi astronomici moderni, dibattiti su metodi e criteri didattici nel campo dell'astronomia», sia a «persone interessate nelle osservazioni astronomiche, desiderose di approfondire la loro cultura al di là di quello che si fa normalmente nei libri e nei giornali divulgativi, senza arrivare a un'eccessiva specializzazione».

Nel 1982, Paolo Paolicchi succedette nella Direzione della rivista a Rigutti, «stimolando un sempre maggiore coinvolgimento dell’ambiente astronomico» e ricercando un «maggior impegno nel versante degli astrofili», numerosi tra i soci e i lettori, e «uno stile di comunicazione piano e non complicato».

Dal 1986 la rivista cambiò anche formato, passando ad uno più grande, ritenuto più adatto ad una forma di divulgazione più agile e in linea con i tempi, con l’intenzione di divenire «uno strumento di diffusione della cultura astronomica fuori dall’Accademia». Venne affiancato al Direttore un Corpo redazionale ed un Segretario di Redazione. Di grande importanza fu il lavoro svolto in questa veste, sin dal 1986, da Achille Leani, poi Capo Redattore dal 1991 fino alla scomparsa, avvenuta nel 2006.

Nel 1991 Alberto Masani affiancò Paolicchi come Condirettore, svolgendo, di fatto, le funzioni di Direttore Scientifico e dedicandosi a realizzare una rivista che si collocasse «su un piano superiore a quello delle buone riviste divulgative di Astronomia presenti sul mercato». Il Corpo redazionale divenne un vero e proprio Comitato Scientifico.

Dal 1997 la Direzione del Giornale di Astronomia, è stata affidata a Fabrizio Bònoli, già in passato direttore di Coelum, la rivista fondata nel 1931 da Horn-d’Arturo e che cessò le pubblicazioni nel 1986.

Oltre a fornire un costante aggiornamento sul progresso delle conoscenze nel campo dell’astronomia, con articoli divulgativi di rassegna e di messa a punto ad opera di astronomi professionisti, la rivista si propone anche come punto di riferimento, discussione e confronto per le attività di insegnamento dell’astronomia nelle scuole, coordinate dalla SAIt. A tale riguardo sono da segnalare, oltre a passate pubblicazioni, i Supplementi: Leggere il Cielo (marzo 2000), L’universo e l’origine della vita (giugno 2001) e La didattica dell’astronomia (marzo 2002). La rivista dedica, inoltre, un ampio spazio ad articoli di storia dell’astronomia del tutto originali e si occupa anche di quel vasto campo interdisciplinare che è proprio dell’astronomia, pubblicando contributi che illustrano la presenza dell’astronomia in larga parte degli aspetti culturali sia nel mondo antico che oggi e il legame tra la scienza del cielo e le altre discipline, non solo scientifiche, quali arte, letteratura, filosofia, religione, ecc. Come esempio, si possono ricordare i numerosi articoli su ‘Astronomia e arte’ e ‘Astronomia e letteratura’, tratti da lezioni e conferenze su questi argomenti organizzati dalla SAIt in varie sedi d’Italia.

Dal 1998 al 2004 il Giornale di Astronomia è stato pubblicato anche in lingua araba, con il titolo di Al-Magella al-Falakyya, e distribuito nei paesi che parlano tale lingua, nell’ambito dell’opera della SAIt di diffusione dell’astronomia e nel ricordo dell’antico percorso che unisce le culture che si affacciano sulle sponde del Mediterraneo.

Il premio della Società Italiana di Fisica, ottenuto dalla rivista nel 1996 e il patrocinio della Camera dei Deputati dimostrano il successo di tutti questi anni di attività, all’insegna di una ricerca continua e puntuale, ma sicuramente non facile, di offrire un prodotto editoriale rivolto sia alle varie componenti della Società Astronomica - dai professionisti, agli insegnanti, agli astrofili - che al mondo esterno alla Società, fino agli studenti e ai semplici appassionati e interessati alle cose del cielo.

Un’analisi dell’attività del Giornale nei suo primi 25 anni di vita – dal titolo Analisi di una rivista scientifica: una proposta – è stata svolta da Claudio Elidoro e pubblicata nel n. 1 del 2003 della stessa rivista.

Dal 2001 il Giornale di Astronomia, come tutte le altre pubblicazioni della Società Astronomica Italiana, viene edito da Fabrizio Serra · Editore® (Pisa-Roma: www.iepi.it)